Artist statement

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The minus sign as a starting point and one of arrival: a chance departure within a limited arrival and an imaginary sphere like the Earth and particles.
In my painterly research, I try to add the minus sign in various directions, creating shapes, spaces and geometric dimensions. An electric minus, known as electron, which leads us to understand and investigate the bases and the components of matter.
The use of this sign is the expression of a lack or the need to make the missing object appear, that in which the interiority of the human soul has always been projected, in order to be able to define its existence, despite the impossibility of underlining the furrow that supports it, for matter (Earth and the Universe) is fleeting, mute and doesn’t stop.
Undefinable in terms of its being quantum and thought.

Currently in my work, I’m interested in grasping the information concerning the many branches of science, including the natural and the applied sciences. This is why painting, sculpture and sometimes also installation constitute the ideal media for me to recount the past, the present and the future.
I try to construct or repeat non/existent shapes and spaces, in order to arouse the onlooker’s intuition or the déjà vu of matter in movement.

I play with undulations, kinetics and optics, which are the focal points of my research. Subtracting down to the particles of matter is a modern-day undertaking of science; my intent through art is to investigate these themes that lead us into the future.
I analyse the possible reactions between technology that proceeds at an unstoppable rate and the artistic culture of the post-WWII years, such as Minimalism, Op Art and kinetic art, which has opened up an infinite range of abstract visions of the world in the constant parallel evolution of the afterlife and the beforelife, i.e. life on Earth.

If we stop on our initial impact with matter, even its most complex surface becomes simpler.

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Il segno meno come punto di partenza e di arrivo: una partenza casuale in un arrivo limitato a una sfera immaginaria che è come terra e particelle.
Nella mia ricerca pittorica cerco di assommare il segno meno in varie direzioni creando forme, spazi e dimensioni geometriche. Un meno elettrico, detto elettrone, che ci porta a comprendere e ad approfondire le basi e le componenti delle materie.
L’utilizzo di questo segno è l’espressione di una mancanza o il bisogno di far apparire l’oggetto mancante in cui l’interiorità dell’animo umano si è sempre proiettata, per poter definire la propria esistenza, nonostante l’impossibilità di sottolineare il solco che la regge, perché la materia (terra e universo) è fuggitiva, muta e non si ferma. Indefinibile in quanto quantum e pensiero.

Attualmente nei miei lavori mi interessa cogliere le informazioni riguardanti la scienza nelle sue tante branche, come le scienze naturali e quelle applicate. Per questo la pittura, la scultura e talvolta l’installazione, sono per me i mezzi ideali per raccontare il passato, il presente e il futuro.
Cerco di costruire o ripetere forme e spazi esistenti e non, per suscitare nell’osservatore l’intuizione o il déjà vu della materia in movimento.

Gioco sulle ondulazioni, la cinetica, l’optical, che sono i punti focali della mia ricerca. Sottrarre fino alle particelle delle materie è un’imprese odierna della scienza, il mio intento attraverso l’arte è di approfondire queste tematiche che ci trasportano nel futuro.
Analizzo le possibili reazioni tra la tecnologia, che va a una velocità inarrestabile e la cultura artistica del Dopoguerra, come il Minimalismo, la Op Art e l’arte cinetica, perché hanno aperto un’infinità di visioni astratte del mondo e in continua evoluzione parallela dell’al di là e di qua, che è la vita sulla terra.

Se ci fermiamo al primo impatto con la materia, la sua superficie più complessa diventa più semplice.